Calabria
Di oretta (del 14/02/2009 @ 09:38:07, in Diario 2009 , linkato 27659 volte)

Angelo Riccobene
Angelo Riccobene

Io non so scrivere a macchina, la mia manualità imprecisa non me lo consente, il computer e internet mi hanno ampliato le possibilità di fare condividendo, come la poesia m’impone. Ieri ho avuto a pranzo il mio medico della mutua, che sta lottando, perché i medici possano continuare a esercitare l’arte secondo scienza e coscienza e non siano ridotti impiegati in balia del governo. A cena e per la notte è passato con un amico Angelo, pittore da me amatissimo, gli ho dato poesie da me scritte in Calabria, perché mi aiuti a farne una striscia di poesia e immagini.

Ritmi lenti del tempo la Calabria
alberi siepi prato muri antichi
e mare con la sabbia quando capita.

Vibrare con il vento in mezzo al prato
all’ombra delle foglie sotto il sole
sentirsi scivolare accarezzati
nella vita del tempo tutto e nulla.

Una pioggia leggera aggrigia il mare
con il cielo nel prato tra le foglie
dà riposo silenzio quiete luogo
distaccando alla mente luci e suoni. 

La luce che s’abbuia senza ombre
nella piazza tra gli alberi e le case.

Riposare in campagna dentro l’aria
ombre sole pensieri rami foglie
Ricordare sul prato il divenire
della vita percorsa buio e luce

Rosa enorme la luna all’orizzonte
con la linea del cielo dà l’incanto
pacificante sopra il mare quieto.

Il parlare dà suono e voce al caso
accrescendo agli umani il dire e il fare.

Intrappolare spazio tempo luogo
senza mai distaccarsi nel cambiare

Dare tempo a ciascuna spazio luogo
abbandonando l’attenzione effimera
dell’uguale diverso vecchio nuovo

Fuggire il visibilio in mutamento
che affastella parole gesti suoni
luci riverberanti ultra colori.

Spettacolo fracasso inconvertibile
nel vivere del fare dire esistere
con un tempo uno spazio odio amore

Domani non vedrò lontano il mare
né le case rosate e le montagne
né il giardino col fico non Nicola
Pino Angelo Adele non Michele.
Il mio prato vedrò con Mimma e Gianna
con Dante che cucina Emilio Giorgio
nel mio mondo diverso così uguale.