Sulla medicina
Di oretta (del 13/02/2009 @ 09:51:22, in Diario 2009 , linkato 11981 volte)

Donatella Lanzeni
Donatella Lanzeni

Alcune poesie suscitate nel 1994 da un dibattito all'interno della Consulta di Bioetica. Le ultime due sono più recenti.

Europa vecchie usanze, Europa patria,
antiquata retrograda umanista,
che lotta perché l'uomo non sia merce
rifiutando i brevetti in medicina

Propaganda statistiche efficienza
progetti esperimenti nuove tecniche
con animali cavia e cavie umane
e medici inseriti nel commercio
trascinati in processi da pazienti
divenuti clienti inferociti

Europa vecchie usanze, Europa patria,
antiquata retrograda umanista
capace di fermarsi e dire basta
alla concitazione del progresso.

Quando non c'era la penicillina
(e non sono passati cinquant'anni)
il cielo degli umani aveva nubi
bianche nere rosate grigie rosse
di acciacchi malattie dolore morte
divenute banali e inoperanti.

E i medici ogni giorno con la morte
con la cronicità la sofferenza
dovevano lottare esorcizzandole
con armi troppo spesso inefficienti
ma con la convinzione che guariva
e con la persuasione che aiutava.
a rendere pazienti i sofferenti.

Quando divenni laureata medica
(e quest'ottobre saranno vent'anni)
ogni donna ogni uomo che incontravo
con mio grande sconcerto e meraviglia
di botto palesava un qualche male
e pretendeva che io dessi un farmaco
per riavere completa la salute.

Vorrei sapere in quanti al mondo muoiono
per abuso di farmaci ogni giorno.
Che già quando studiavo medicina,
più o meno una ventina d'anni fa,
secondo due eminenti gerontologi
era la causa maggiore di morte
tra gli ultra settantenni in Lombardia.

La medicina in preda alle statistiche,
è diventata epidemiologia
e classifica stima fa cataloghi
come nel settecento con Linneo.

Dare senso valore consonanza
all’esistenza scienza del placebo
trovando la misura tutto e nulla
che lo limiti affini gli dia spazio
nel sapere dottrina conoscenza.

La scienza medicina si arrovella
nel tutto giusto retto via dai dubbi.
Sul prato tra le foglie morte l’erba
verdissima continuo a calpestare.