Il gioco
Di oretta (del 29/05/2009 @ 10:39:09, in Album diario maggio 2009, linkato 2022 volte)

Auguste Renoir

 

A me il gioco piace quando si vince tutti insieme, e vorrei non aver vinto una gara di sci cinquantasei anni fa, perché stavo scoprendo la poesia e la vittoria m’impedì di parlarne.

Uno dei miei fiorai sostiene che ho scritto una poesia in elogio del gioco e la vorrebbe per un amico appassionato giocatore. Io gioco a bridge, da quando avevo dodici anni, e gli ho portato la poesia per il bridge.

Giocare a bridge è stare in compagnia

mescolando i pensieri con le carte,

è agitare problemi nella mente

con piccole scommesse insieme e contro,

è evitare politica e conflitti

discorsi filosofici e poetici,

è godersi il ripetere variando,

fin tardi nell'età, di astuzie e regole.

 

L’amico del fioraio però ne ricordava un’altra. Cercando le poesie per le strisce ho trovato:

 

In debito con gli altri per il fare

e in credito con troppi del non fare.

Da soli si finisce nichilisti

in compagnia si può giocare a carte

con il caso e la sorte per non dire

per essere d’accordo stare insieme.

 

La porterò stamattina al fioraio con la copia di un dipinto d’Auguste Renoir.

 
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