Di seguito tutte le poesie pubblicate in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di oretta (del 20/02/2009 @ 16:34:59, in Diario 2009 , linkato 12213 volte)

Luke Andrews
Luke Andrews

Che cos’è l’invisibile del poeta Viviani? Si chiede Paolo Di Stefano sul Corriere stamattina.
Penso sia quello che io chiamo profondo, una ricerca di senso al vivere e al morire. C’è una frattura tra l’invisibile di Viviani e il mio profondo. Si chiama condivisione. Significa valicare la solitudine del consumismo, controllare il troppo oltre della tecnica, dare continuità ai propri oggetti oltre la morte diventata altra. Ho in progetto nove altre strisce di poesie con dipinti, e farò due pubbliche letture nella prima decade di marzo, accompagnata da Walid Hussein amico percussionista.

Io non pensavo al modo che vivevo
e non cercavo mai dentro il profondo
un senso del capire dire fare.
La poesia mi prese e fu un miracolo
di meraviglia e di condivisione

 
Di oretta (del 19/02/2009 @ 10:06:28, in Diario 2009 , linkato 17404 volte)

Bruna Aprea
Bruna Aprea

Il mio limite è la sintesi, che non so esplicitare in analisi. La condivisione dell’esperienza con l’arte del dipingere e parlare altrui mi permette di analizzare le mie esposizioni poetiche, che solo i filosofi riescono a percepire in sintesi.

La vita è un uragano per chi ignora
la prigionia del vecchio morte e caos.

 
Di oretta (del 18/02/2009 @ 11:58:05, in Diario 2009 , linkato 16378 volte)

Claudio Cattaneo
Claudio Cattaneo

Io vado in giro regalando poesie con immagini, che son copie di quadri moderni. Ho molto successo. Le poesie senza immagini e le immagini senza poesia non sarebbero accettate da chi cede il posto in tram, da portinai, mendicanti, farmacisti e bancari.

Non posso come nulla fosse stare
pioggia nuvole sole arcobaleno
mentre gioco col gatto sotto il fico.
Nel mio piccolo avanti adagio cerco
per me stessa e per gli altri di avanzare.

 
Di oretta (del 17/02/2009 @ 16:28:04, in Diario 2009 , linkato 11270 volte)


Shuzo Azuchi Gulliver

Il mio amico mendicante ha letto quattro volte la striscia di poesie per il pittore giapponese e ne è rimasto incantato.

Un anno tanti giorni per pensare
per cambiare i modelli e ritrovarli
per avere altro spazio ispirazione
per il fare poetico e l’agire.
Vecchie e nuove amicizie coi bambini
che ritmano gli incontri dando il senso
della vita comune a tutti quanti.

 
Di oretta (del 16/02/2009 @ 09:18:02, in Diario 2009 , linkato 11670 volte)

Bruna Aprea
Bruna Aprea

Appoggiandomi a chi dipinge e alle conversazioni culturali,  il mio poetare si concentra e prende senso. Per Bruna Aprea e il bar dei filosofi ieri.

Guardi il giardino che nessuno gode
ogni giorno più bello malinconica?
Cogli una rosa e un'altra, non pensare,
la morte viene e va, tu non ci credere.

La vita è un uragano per chi ignora
la prigionia del vecchio morte e caos.

Non credere alla morte ma saperla
e ricordare gli anni nel cammino
per la scelta dei limiti al volere
del soffrire decidere donare.

Avere tanti anni è un’avventura
che bisogna accettare coi garbugli
che impone riannodando fili e sorti.

 
Di oretta (del 16/02/2009 @ 09:00:39, in Diario 2009 , linkato 7470 volte)

Bruna Aprea
Bruna Aprea

Appoggiandomi a chi dipinge e alle conversazioni culturali,  il mio poetare si concentra e prende senso. Per Bruna Aprea e il bar dei filosofi ieri.

La tecnica e la scienza si rincorrono
nell'ignoto con nuovi uomini dei.

Il mare tempestoso della scienza
affoga coi conteggi e le statistiche
l’inconscio nella logica consumo.

Non è filosofia la psicanalisi
che non vuole sapere ma curare.
È scienza dell’amore che la logica
cerca spesso negando di fuggire.

La chiara fama è diventata moda
in balia del successo gradimento
coi dinosauri riprodotti piccoli
e i microbi ingranditi a dismisura.

Adesso siamo tutti teste uguali
in corsa tra convegni e conventicole
a inseguire il progresso sempre nuovo
della biociberneticologia.

Con l'efficienza e l'organizzazione,
che sono il patrimonio dei sintetici,
distrutte vilipese boicottate
dal trantran dei burocrati emergenti.

 
Di oretta (del 15/02/2009 @ 16:10:23, in Diario 2009 , linkato 13458 volte)


Claudio Cattaneo

Ieri Giovanni Billari della galleria Ciovasso mi ha dato l’invito e il catalogo della prossima mostra e io ho messo subito insieme una striscia con poesie tratte da quelle pubblicate per Giovanni.

Gli scalini di seta dei pensieri
intrecciati con corde ritmi suoni.
non approcciano più le idee montagne
isolata nel fare mi ritrovo.

…………………………………………………..
………………………………….
Serve un punto d’appoggio per far leva
e sollevare in alto il dire e il fare.
Tanti punti d’appoggio è un movimento
che vola dentro il cielo e si squaderna
con canzoni parole voci suoni.

 
Di oretta (del 14/02/2009 @ 09:38:07, in Diario 2009 , linkato 27780 volte)

Angelo Riccobene
Angelo Riccobene

Io non so scrivere a macchina, la mia manualità imprecisa non me lo consente, il computer e internet mi hanno ampliato le possibilità di fare condividendo, come la poesia m’impone. Ieri ho avuto a pranzo il mio medico della mutua, che sta lottando, perché i medici possano continuare a esercitare l’arte secondo scienza e coscienza e non siano ridotti impiegati in balia del governo. A cena e per la notte è passato con un amico Angelo, pittore da me amatissimo, gli ho dato poesie da me scritte in Calabria, perché mi aiuti a farne una striscia di poesia e immagini.

Ritmi lenti del tempo la Calabria
alberi siepi prato muri antichi
e mare con la sabbia quando capita.

Vibrare con il vento in mezzo al prato
all’ombra delle foglie sotto il sole
sentirsi scivolare accarezzati
nella vita del tempo tutto e nulla.

Una pioggia leggera aggrigia il mare
con il cielo nel prato tra le foglie
dà riposo silenzio quiete luogo
distaccando alla mente luci e suoni. 

La luce che s’abbuia senza ombre
nella piazza tra gli alberi e le case.

Riposare in campagna dentro l’aria
ombre sole pensieri rami foglie
Ricordare sul prato il divenire
della vita percorsa buio e luce

Rosa enorme la luna all’orizzonte
con la linea del cielo dà l’incanto
pacificante sopra il mare quieto.

Il parlare dà suono e voce al caso
accrescendo agli umani il dire e il fare.

Intrappolare spazio tempo luogo
senza mai distaccarsi nel cambiare

Dare tempo a ciascuna spazio luogo
abbandonando l’attenzione effimera
dell’uguale diverso vecchio nuovo

Fuggire il visibilio in mutamento
che affastella parole gesti suoni
luci riverberanti ultra colori.

Spettacolo fracasso inconvertibile
nel vivere del fare dire esistere
con un tempo uno spazio odio amore

Domani non vedrò lontano il mare
né le case rosate e le montagne
né il giardino col fico non Nicola
Pino Angelo Adele non Michele.
Il mio prato vedrò con Mimma e Gianna
con Dante che cucina Emilio Giorgio
nel mio mondo diverso così uguale.

 
Di oretta (del 13/02/2009 @ 09:51:22, in Diario 2009 , linkato 12196 volte)

Donatella Lanzeni
Donatella Lanzeni

Alcune poesie suscitate nel 1994 da un dibattito all'interno della Consulta di Bioetica. Le ultime due sono più recenti.

Europa vecchie usanze, Europa patria,
antiquata retrograda umanista,
che lotta perché l'uomo non sia merce
rifiutando i brevetti in medicina

Propaganda statistiche efficienza
progetti esperimenti nuove tecniche
con animali cavia e cavie umane
e medici inseriti nel commercio
trascinati in processi da pazienti
divenuti clienti inferociti

Europa vecchie usanze, Europa patria,
antiquata retrograda umanista
capace di fermarsi e dire basta
alla concitazione del progresso.

Quando non c'era la penicillina
(e non sono passati cinquant'anni)
il cielo degli umani aveva nubi
bianche nere rosate grigie rosse
di acciacchi malattie dolore morte
divenute banali e inoperanti.

E i medici ogni giorno con la morte
con la cronicità la sofferenza
dovevano lottare esorcizzandole
con armi troppo spesso inefficienti
ma con la convinzione che guariva
e con la persuasione che aiutava.
a rendere pazienti i sofferenti.

Quando divenni laureata medica
(e quest'ottobre saranno vent'anni)
ogni donna ogni uomo che incontravo
con mio grande sconcerto e meraviglia
di botto palesava un qualche male
e pretendeva che io dessi un farmaco
per riavere completa la salute.

Vorrei sapere in quanti al mondo muoiono
per abuso di farmaci ogni giorno.
Che già quando studiavo medicina,
più o meno una ventina d'anni fa,
secondo due eminenti gerontologi
era la causa maggiore di morte
tra gli ultra settantenni in Lombardia.

La medicina in preda alle statistiche,
è diventata epidemiologia
e classifica stima fa cataloghi
come nel settecento con Linneo.

Dare senso valore consonanza
all’esistenza scienza del placebo
trovando la misura tutto e nulla
che lo limiti affini gli dia spazio
nel sapere dottrina conoscenza.

La scienza medicina si arrovella
nel tutto giusto retto via dai dubbi.
Sul prato tra le foglie morte l’erba
verdissima continuo a calpestare.

 
Di oretta (del 12/02/2009 @ 15:20:56, in Diario 2009 , linkato 13073 volte)

Gabriele Poli
Gabriele Poli

L’ultimo tentativo pseudo etico di egemonizzare la costituzione è fallito.

Su quello che guadagnano i politici
sulle loro pensioni tutti zitti:
Governo Opposizioni Sindacati
Giornalisti di destra e di sinistra.
Il potere politico è rapina
consociata di pubbliche prebende.
E le Regioni aumentano gli addetti
che ammucchiano arraffando legalmente
Perciò non può cambiare la Repubblica
se non cambia il rapporto col denaro
dei troppi del potere che ne godono.
Sembra difficilissimo impossibile.
Ma la speranza viene ultima dea
a dire che magari poi succede.
16 - 19 novembre 1994

 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7